via Boscovich 14, Milano
20145
Italia
OSSERVATORIO FOTOGRAFICO BOSCO DI CARVIGNONE
in collaborazione con il Parco Regionale dell' Adamello e il Comune di Cevo BS
© 2020 C.FISC. 97871390155 - P.IVA 13672380964
INTRODUZIONE
Attraverso un percorso culturale che sta portando ad una maggiore consapevolezza sulle specie selvatiche in quanto risorsa inestimabile, con un valore biologico, evolutivo ed estetico unico e irripetibile, si sono sviluppati, soprattutto all’estero e in misura minore anche in Italia, alcuni circuiti composti da piccole strutture che consentono di praticare la fotografia naturalistica e l’osservazione di uccelli e mammiferi in modo mirato e agevole ma soprattutto senza arrecare disturbo agli animali osservati. Questa attività viene offerta ad un pubblico di appassionati sempre più vasto che diventa “motore” di un piccolo indotto economico che consente nel tempo la gestione delle strutture. Generalmente si tratta di piccoli capanni mimetizzati, allestiti con svariate tecniche, posti all’interno di appezzamenti di poche decine di metri quadrati che, a loro volta, si trovano in aree protette interdette all’attività venatoria e più in generale al disturbo umano. Al fine di attirare la fauna e renderla visibile viene messa a disposizione una piccola offerta alimentare, soprattutto nel periodo invernale, attraverso la costruzione di punti di alimentazione dissimulati nell’ambiente circostante. Spesso, adiacenti ai capanni stessi o nelle immediate vicinanze vengono allestiti punti di abbeverata fondamentali per l'osservazione della fauna (vedi box).

Il bosco di Carvignone dall'alto prima degli interventi di diradamento
Il bosco di Carvignone dall'alto prima degli interventi di diradamento

Astore
Astore


Picchio rosso maggiore
Picchio rosso maggiore
Lucherino
Lucherino

Questi arredamenti, costruiti con materiali naturali come tronchi marcescenti e piante morte, incoraggiano molte specie ad avvicinarsi e a rendersi visibili al birdwatcher o al fotografo che, nascosti nell' osservatorio appositamente strutturato, possono effettuare osservazioni mirate e scattare fotografie.
Nel 2019 sottoponemmo al Comune di Cevo (BS) e al Parco Regionale dell'Adamello un progetto per la realizzazione di una struttura volta alle finalità sopra indicate e nel 2020 venne firmato un accordo (convenzione) per il suo allestimento. Contestualmente veniva individuata un'area di facile accesso ma molto idonea per le finalità del progetto di proprietà del Comune di Cevo: il bosco di Carvignone. Molto tempo fa, proprio qui era presente un roccolo e cioè un impianto per la cattura degli uccelli che, attratti da esche e richiami finivano a migliaia imprigionati nelle reti predisposte dagli uccellatori. Questa pratica, abbandonata da decenni almeno in questa località, ha suggerito l'idoneità del sito per osservare e fotografare la fauna. L'abbandono del roccolo stesso e il fortissimo ridimensionamento delle attività agricole nei decenni passati, hanno favorito, grazie anche a politiche di rimboschimento intensive effettuate quasi esclusivamente con l'abete rosso (Picea abies), il ritorno del bosco. Oggi una fitta pecceta ha sostituito la vegetazione che sarebbe stata spontaneamente presente, ovvero un bosco misto di latifoglie e conifere.
Femmine di Crociere
Femmine di Crociere
Il bosco di Carvignone si trova infatti ad una altitudine di circa 1000 mt in una zona di passaggio vegetazionale fra il bosco di latifoglie e quello di conifere. Il progetto ha pertanto previsto da subito l'avvio d'interventi di riqualificazione, primo fra tutti il diradamento (limitatamente alla sola area relativa al progetto), della fitta e degradata fustaia di abeti rossi. Lo sfoltimento, realizzato all'inizio del 2021, di un numero cospicuo ma comunque parziale degli abeti rossi, sta oggi favorendo la ricrescita e la diffusione di alberi e arbusti spontanei che andranno nel tempo a costruire un ambiente molto diversificato, ricco di fasce di transizione (fasce ecotonali) con maggiori potenzialità attrattive per la fauna selvatica e con migliore assetto ecologico del bosco di Carvignone nei prossimi decenni.
Per approfondimenti rimandiamo alla sezione sulla vegetazione.


Alcune piante di castagno presenti all'inizio del sentiero natura fra abeti e larici.
Alcune piante di castagno presenti all'inizio del sentiero natura fra abeti e larici.
Sparviere
Sparviere

Oggi possiamo presentare al pubblico la realizzazione delle strutture quale risultato di un lungo lavoro di valutazioni e preparazione. Inizia ora una fase di monitoraggio e di "prova" sull'efficacia di quanto realizzato. Per le finalità del progetto era per noi una condizione molto importante l'allestimento di un percorso didattico strutturato in particolar modo per le scolaresche (ma anche per altre categorie di fruitori) che possa avvicinare alla fauna selvatica e più in generale all'ambiente naturale, gli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado. Lungo il percorso, abbiamo predisposto sussidi didattici, come cartellonistica esplicativa e strumenti interattivi che verranno man mano implementati e che accompagneranno il pubblico durante la visita, in linea con gli stessi criteri etici adottati per il capanno fotografico.
Venturone alpino
Venturone alpino

A riguardo del fornire risorse alimentari alla fauna selvatica, si apre spesso una discussione sull'etica di questa pratica, sulla quale tutti possiamo trovare un punto di convergenza: come principio la fauna selvatica non deve essere alimentata. Questa pratica se effettuata con modalità estensive e massive induce sicuramente a una certa dipendenza, in particolar modo per alcune specie con effetti negativi su alcune popolazioni. Ad esempio la pratica di foraggiare i cervi durante la stagione invernale, può determinare modifiche agli spostamenti che la specie è indotta ad effettuare per le avverse condizioni climatiche. Questo influisce negativamente sui cicli naturali secondo i quali solo gli individui più forti sopravvivono e trasmettono alla progenie un corredo genetico di "qualità". Se amiamo veramente la natura questo deve essere un principio cardine. Nel caso dei capanni fotografici, le "esche" alimentari sono solo uno stratagemma utilizzato solo in alcuni periodi e in quantità molto ridotte che in nessun modo si sostituiscono alle risorse alimentari spontanee. Questo non influisce minimamente sugli spostamenti stagionali (migrazioni) e sulle popolazioni delle specie. Non solo. Durante la stagione riproduttiva, gli stesse specie stanziali presenti (ad esempio cince e picchi) non frequentano più le mangiatoie dissimulate, diventano molto più schive e preferiscono spontaneamente l'alimentazione che trovano in natura.
Codibugnolo
Codibugnolo

Cincia alpestre
Cincia alpestre
In questa galleria potete trovare video e foto realizzati attraverso apparecchi che si attivano automaticamente al passaggio e allo stazionamento della fauna selvatica nei pressi dell'area boschiva interessata dal nostro progetto, sia di giorno che di notte. Attualmente disponiamo di una foto-trappola messa a disposizione dal Parco e di una video-trappola acquistata da Immagini D'Ambiente che, attraverso una sim telefonica, invia da remoto preview fotografiche e, allo stesso tempo, registra video in Full HD da 1 minuto. Questo sistema ci consente di monitorare costantemente l'area dove verrà installato l'osservatorio fotografico definitivo. In tal modo, oltre a rilevare e censire le presenze faunistiche, possiamo mettere a fuoco diverse problematiche come ad esempio il disturbo arrecato dalla presenza di animali domestici vaganti sull'area del progetto.
FOTO


































Immagini d'Ambiente
Immagini d'Ambiente
Comune di Cevo
Comune di Cevo
Parco dell'Adamello
Parco dell'Adamello
Osservatorio fotografico nel Parco Regionale dell'Adamello lombardo
Primo report fase sperimentale bosco del Carvignone.pdf









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