Uccelli

Il Carvignone ospita almeno 40 specie di uccelli. Di queste circa 25 sono nidificanti. Il resto delle presenze è dovuta a migratori e svernanti. Non a caso in passato a Carvignone era presente un roccolo per la cattura che avveniva in particolare durante il passo primaverile e autunnale. L’antica presenza di questo impianto ha indicato la validità del sito per la realizzazione del centro di monitoraggio dedicato all’osservazione e alla fotografia naturalistica.

BIRDS

Carvignone is home to at least 40 species of birds. Of these, approximately 25 are nesting.  The rest of the presences are due to migrants and winterers. It is no coincidence that in the past in Carvignone there was a roccolo for the capture which took place in particular during the spring and autumn seasons. The ancient presence of this system indicated the validity of the site for the creation of the monitoring center dedicated to the observation and to nature photography.


PICCHI

La famiglia dei Picchi (Picidae) rappresenta il simbolo di boschi e foreste. Il Picchio rosso maggiore, il Picchio verde e il Picchio nero sono presenti con una consistenza discreta sia a Carvignone che nelle aree forestali circostanti, ricche di alberature mature e in parte marcescenti. La specie più frequente è il Picchio rosso maggiore, che segnala la sua presenza con il suo monotono chioccare. Meno frequente è il Picchio verde, che non ama le peccete. Più raro è il Picchio nero, che predilige i grandi alberi maturi, poco frequenti a Carvignone. I Picchi sono specie specializzate a vivere esclusivamente nel bosco, dove trovano nutrimento e siti riproduttivi. La loro dieta è costituita principalmente da insetti e altri Artropodi, che catturano martellando e scavando rami e tronchi con il becco acuminato e la lingua lunga e viscosa. I nidi vengono scavati in tronchi sani, con una camera di nidificazione profonda e ben pulita, che viene utilizzata una sola volta. I vecchi nidi abbandonati vengono spesso occupati da altri abitanti del bosco, come Ghiri, Civette comuni, Civette capogrosso e Civette nane. Fortunatamente in Italia i Picchi sono in leggera espansione e contribuiscono agli equilibri forestali, in particolare per il contenimento delle popolazioni di larve di coleotteri fitofagi.



FRINGUELLI

Tra le dieci specie di Fringillidi (Fringillidae) che frequentano il bosco, il Fringuello è sicuramente il più comune e il suo canto si può udire in tutti i periodi dell'anno. Sia lui che il Verdone, il Cardellino, il Ciuffolotto e il Frosone nidificano nell'area, mentre altre specie sono presenti soprattutto in inverno e durante le migrazioni. Il Crociere e l'Organetto, in particolare, durante i periodi più freddi con abbondanti nevicate scendono dalle alte quote per nutrirsi agevolmente. I Fringillidi sono uccelli molto eclettici e adattabili a diverse condizioni ambientali, al punto che hanno colonizzato tutte le terre emerse, all'infuori dell'Antartide. La loro dieta è esclusivamente frugivora e granivora e spesso, nei momenti di carestia, si riuniscono in grandi branchi che vagano alla ricerca di cibo. I Crocieri e le Peppole, in particolare, giungendo dal Nord-Est d'Europa compiono vere e proprie “invasioni” in Lombardia e nel Nord Italia in genere. Generalmente nidificano su alberi e arbusti, costruendo nidi a coppa, spesso ricoperti di soffice piumino. Alcune specie non disdegnano di collocare i nidi in anfratti rocciosi e in cavità artificiali. La loro notevole adattabilità consente a buona parte dei Fringillidi di non essere intaccata dai mutamenti ambientali, ad esclusione di alcune specie tipicamente alpine, che soffrono per tali cause.



CINCE

La famiglia delle Cince (Paridae) è rappresentata a Carvignone da cinque specie (Cinciallegra, Cinciarella, Cincia mora, Cincia alpestre, Cincia dal ciuffo), con una discreta presenza di coppie riproduttive, tra le quali spiccano per consistenza la Cincia mora e la Cincia dal ciuffo. Le Cince vivono esclusivamente in habitat forestali ricchi di cavità naturali, utili per la loro riproduzione. Nidificano soprattutto in fori d'albero, arrivando a produrre una notevole quantità di uova durante la stagione riproduttiva (anche più di 30 in diverse covate), per sopperire ad un alto tasso di mortalità. Durante il periodo riproduttivo sono territoriali e si nutrono esclusivamente di uova, larve e insetti adulti. Solo d'inverno diventano parzialmente granivore e formano branchi misti con altre specie per essere più efficaci nella ricerca del cibo. La loro stanzialità e consistenza offre un notevole contributo al controllo degli insetti parassiti del bosco. La presenza delle cince nei nostri boschi e giardini è favorita dall'uomo che, con mangiatoie e cassette nido, ha favorito la loro espansione, ricevendo in cambio il loro piacevole cinguettio e la vista dei loro sgargianti piumaggi giallo-azzurri.


PER APPROFONDIRE:

–“Atlante degli uccelli delle Alpi Italiane” P: Brichetti – Ed. Ramperto (BS)

–“Guida agli uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente” - L. Svensson – Ed. Ricca

https://birdsoftheworld.org/bow/home

RAPACI 

Rapaci diurni (Accipitridae e Falconidae) e Rapaci notturni (Strigidae) sono presenti a Carvignone con almeno 8 specie. Tra queste l'Astore, lo Sparviero, la Poiana e il Falco pecchiaiolo sono anche nidificanti in zona. E' molto probabile che sia la Civetta che l'Allocco abbiano le loro zone riproduttive nelle numerose baite presenti nell'area. L'Aquila reale nidifica a quote più elevate e caccia preferibilmente nelle praterie alpine, mentre il Gheppio gradisce spesso nidificare in strutture umane abbandonate. Un'eccezione è il Falco pecchiaiolo che sverna in Africa e raggiunge i siti riproduttivi alpini in primavera, poiché si nutre quasi esclusivamente di favi di api e vespe, che naturalmente sono assenti in inverno. Tutte le altre specie di Rapaci sono esclusivamente carnivore e catturano le prede con tecniche molto diversificate, per impedire la competizione tra specie. I Rapaci generalmente costruiscono nidi grossolani fatti di ramaglie, in luoghi isolati. Possono essere sfruttate anche cavità naturali o artificiali, in particolare dal Gheppio e dall'Allocco. Cassette nido appositamente costruite vengono utilizzate da queste due specie, soprattutto nei luoghi in cui mancano anfratti o cavità in grossi tronchi d'albero. Gli interventi di conservazione, la creazione di Aree Protette e l'aumento complessivo delle prede hanno consentito il recupero delle loro popolazioni che, in passato, hanno rischiato l'estinzione per il bracconaggio, l'uso di sostanze chimiche in agricoltura e il disturbo nei siti di nidificazione.



CORVI

La famiglia dei Corvi (Corvidae) è in assoluto il gruppo di uccelli che si è meglio adattato alla presenza dell'uomo. Cinque sono le specie che frequentano il Bosco di Carvignone, con consistenze variabili, mantenendo fede al loro comportamento spiccatamente esplorativo. La Cornacchia grigia e il Corvo imperiale sono le specie più frequenti e visibili, mentre la Ghiandaia, pur presente con un buon numero, è più elusiva, rimanendo nel fitto del bosco e facendosi notare solo per il suo inconfondibile gracchiare. Interessante la presenza della Nocciolaia, che in genere frequenta le cembrete mature, ma saltuariamente sosta per lunghi periodi nel bosco. La Cornacchia nera è più rara e in competizione con la più esuberante Cornacchia grigia, con cui spesso si ibridizza nelle zone in cui gli areali si sovrappongono. Tutti i Corvidi hanno un'alimentazione onnivora e opportunistica, non disdegnando di nutrirsi di carogne e frequentando volentieri le discariche. Costruiscono nidi grossolani di ramaglie su alberi di media grandezza, ad una discreta altezza. Solo il Corvo imperiale nidifica preferibilmente su cenge di pareti rocciose, a quote più elevate. Cornacchie e Corvi sono tra i pochi uccelli che si sono avvantaggiati dalle manomissioni ambientali, ampliando i loro areali riproduttivi e diventando sempre più confidenti e abili nello sfruttare la presenza dell'uomo.



TORDI

La famiglia dei Tordi (Turdidae) annovera nel mondo numerosissime specie, in buona parte caratterizzate da un piumaggio mimetico e da un canto melodioso. Dodici sono le specie che frequentano Carvignone e le aree limitrofe. Alcune specie, come il Merlo, il Codirosso spazzacamino e il Pettirosso, vi stanziano tutto l'anno e vi nidificano, altre sono presenti nel periodo riproduttivo e saltuariamente durante i periodi migratori e in inverno, quando scendono dalle quote elevate per trovare condizioni più congeniali alla ricerca del cibo. Tordele e Cesene sono particolarmente numerose nei momenti più rigidi dell'inverno, aggregandosi anche con altri passeriformi per ottimizzare la ricerca di cibo. Tutti i Tordi si nutrono di una grande varietà di invertebrati, mentre d'inverno frutti, bacche e semi diventano l'alimento principale della loro dieta. Generalmente costruiscono dei nidi a coppa, che collocano tra le biforcazioni di alberi e cespugli. Solo il Pettirosso e il Codirosso gradiscono cassette nido predisposte e diventano confidenti anche nei pressi delle mangiatoie. In parte per questa ragione sono in espansione in tutta Europa, mentre i Tordi sasselli, i Tordi bottacci e le Tordele sono in sensibile diminuzione per la distruzione dell'habitat e per l'eccessivo prelevamento venatorio.



RONDINI E RONDONI

Le famiglie delle Rondini (Hirundinidae) e dei Rondoni (Apodidae), pur essendo sistematicamente separate hanno caratteristiche comuni, che spesso fanno confondere l'osservatore superficiale. Delle cinque specie osservate a Carvignone, nessuna nidifica nell'area. Quattro specie (Rondine comune, Balestruccio, Rondine montana, Rondone) usano le case di Cevo per insediare le loro colonie riproduttive. Tra le tegole e sotto i cornicioni o in altri anfratti costruiscono i loro nidi di fango (Balestruccio e Rondine comune) o si infilano tra qualche tegola sconnessa (Rondone comune e Rondine montana). Solo il Rondone maggiore non nidifica in paese, preferendo pareti rocciose a quote più elevate. Una caratteristica delle due famiglie è la grande abilità di volo, che consente loro di nutrirsi esclusivamente di insetti volanti (aeroplancton) nel periodo estivo. Per questo motivo, sono grandi migratori africani, fatta eccezione per la Rondine montana, che migra a corto raggio, spostandosi dalle Alpi all'Italia centro-meridionale. I Rondoni sono, tra gli uccelli, i volatori più efficienti in assoluto, al punto da dormire in volo durante i lunghi tragitti migratori e non posarsi a terra, poiché le lunghe ali a falce e le debolissime zampe impedirebbero loro di rialzarsi. Purtroppo, l'uso di insetticidi e l'abbandono di edifici rurali per nuove metodologie agricole hanno contribuito ad un calo generalizzato di tutte le popolazioni, in particolare della Rondine comune.

 


Il riconoscimento delle specie è indispensabile per capire cosa stiamo osservando. la conoscenza della topografia di un uccello è pertanto fondamentale per poter arrivare alla corretta identificazione. Le mappe sotto riportate vogliono essere un elemento per aiutare ad approfondire in modo semplice le nostre conoscenze.


Le cassette nido per favorire la presenza di alcune  specie

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SCHEDA 2.pdf
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