Progetti

in collaborazione con Il Parco regionale Adamello lombardo e il Comune di Cevo

Parco dell'Adamello
Immagini d'Ambiente
Comune di Cevo

1 gennaio 2021
Osservatorio fotografico  Adamas nel Parco Regionale dell'Adamello lombardo. 

Nonostante l'anno appena concluso a dir poco movimentato e  le gravi difficoltà in cui tutti ci siamo trovati, abbiamo comunque conseguito importanti risultati. In primis abbiamo sottoscritto la convenzione con il Parco regionale dell'Adamello lombardo e con il Comune di Cevo in Val Saviore per la realizzazione di un osservatorio fotografico permanente e di un sentiero naturalistico. L'avvento della stagione invernale ci ha spinto ad avviare, d'intesa con l'amministrazione comunale, una fase preparatoria e sperimentale finalizzata a conoscere le presenze faunistiche che gravitano sul sito del nostro progetto. Abbiamo  predisposto delle mangiatoie dedicate all'avifauna e avviato dei rilevamenti propedeutici ai lavori di restauro ambientale che il bosco comunale del Carvignone richiede. Tali interventi saranno funzionali al ripristino di un bosco caratterizzato da un maggior numero di specie arboree e arbustive di età differenti quindi con maggiori potenzialità attrattive  per la fauna selvatica. Un tempo, proprio nell'area del progetto, ancor prima che il bosco di abete rosso  riconquistasse lo spazio di prati e coltivazioni che, a loro volta,  l'avevano sottratto secoli prima alla foresta originaria, era presente un roccolo. Si trattava di un impianto dedicato alla cattura di uccelli che attratti da esche alimentari finivano a migliaia imprigionati nelle reti predisposte dagli uccellatori. Questa pratica, per fortuna abbandonata, ci ha fatto capire che le potenzialità del sito per osservare e fotografare la fauna sono molto elevate. Nel frattempo con il ripristino dei naturali processi evolutivi  le specie più ubiquitarie e adattabili, come l'abete rosso, hanno sfruttato le condizioni di degrado del suolo.  Il progetto prevede pertanto  importanti interventi di riqualificazione, come ad esempio il diradamento della fustaia e la piantumazione di arbusti tipici  (sorbo degli uccellatori, agrifoglio, ...). Allo stesso tempo verranno preservati i pochi larici presenti e le latifoglie (castagni e faggi) che  ai margini del bosco trovano ancora condizioni favorevoli. 
Prevediamo di fare i primi interventi a breve, compatibilmente con le precipitazioni nevose in corso.
Intanto le mangiatoie presenti, con l'arrivo del freddo, iniziano a dare i primi timidi risultati. Alcune specie (picchi, passere scopaiole, cince, pettirossi, crocieri) iniziano a farsi vedere e fotografare . Nei prossimi giorni terremo rifornite le mangiatoie  e continueremo il monitoraggio anche grazie all'ausilio di foto-trappole. 
In questa fase l’attività riguarderà principalmente il monitoraggio delle presenze faunistiche nell’area boschiva individuata con l’Amministrazione comunale di Cevo e il Parco dell’Adamello. Nei prossimi mesi svilupperemo il programma di questa fase che prevede:
1) lavori di preparazione attraverso interventi di restauro forestale;
2) messa a dimora di alcune mangiatoie dissimulate appositamente allestite per favorire il richiamo di un maggior numero di specie possibili;
3) costruzione di un primo capanno di osservazione funzionale al monitoraggio;
4) messa in opera di almeno due video-trappole;
5) allestimento di un sistema di monitoraggio da remoto che consenta la visione costante dell’area su un’apposita pagina aperta a tutti sul sito di Immagini d’Ambiente.

La realizzazione degli ultimi due punti in particolare richiede uno sforzo economico piuttosto rilevante per le ridotte possibilità della nostra associazione. In questo momento molto complesso, è molto difficile accedere a contributi e finanziamenti. A tal fine abbiamo deciso di lanciare una campagna di raccolta fondi per finanziare l’iniziativa. L’obiettivo è quello di raccogliere almeno 3.000,00 euro per acquistare il materiale necessario (video-camere, sistema di alimentazione con un pannello solare, trasmissione WIFI, ecc..). In questa fase il supporto economico è quanto mai necessario e ringraziamo sin d’ora chiunque vorrà contribuire, anche con una piccola quota. Questo allestimento è di fondamentale importanza per le tante implicazioni di carattere didattico, divulgativo che potranno svilupparsi. Ai nostri sostenitori verrà inviato come omaggio di ringraziamento un attestato speciale:
una targa fatta con il legno recuperato dagli interventi di restauro.

Nella prossima primavera organizzeremo inoltre diverse uscite sul campo rivolte a coloro che hanno contribuito a questa importante iniziativa.




IBAN  IT73A0623009486000063909667
Intestato a Immagini D’Ambiente CREDIT AGRICOLE (Cassa di Risp. Di Parma e Pc) Ag. 31 Milano
CAUSALE “DONAZIONE OSSERVATORIO ADAMAS”

Un sentito grazie sin da ora a chi sosterrà il progetto!




Potete scaricare qui sotto il report sulle prime attività svolte

Primo report fase sperimentale bosco del Carvignone.pdf


Attraverso un percorso culturale in atto ormai da diversi decenni, che sta portando alla consapevolezza dell’importanza della fauna selvatica in quanto risorsa inestimabile, con un valore estetico e biologico unico e irripetibile, si sono sviluppati, soprattutto all’estero e in misura minore anche in Italia, alcuni circuiti composti da piccole strutture che consentono di praticare la fotografia naturalistica e l’osservazione di uccelli e mammiferi in modo mirato e agevole ma soprattutto senza arrecare disturbo agli animali osservati. Questa attività viene offerta ad un pubblico sempre più vasto che diventa “motore” di un piccolo indotto economico che consente nel tempo la gestione e la manutenzione della struttura. Fondamentalmente si tratta di piccoli capanni mimetizzati, allestiti con svariate tecniche, posti all’interno di appezzamenti di poche decine di metri quadrati che, a loro volta, si trovano in aree protette e interdette all’attività venatoria. Nelle immediate vicinanze e spesso adiacenti ai capanni stessi vengono messi dei punti di alimentazione dissimulati nell’ambiente e costruiti con tronchi marcescenti, rami e arbusti, piccoli punti di abbeverata mimetizzati ecc. al fine di attirare la fauna con una offerta alimentare messa a disposizione in modo continuativo. Questo incoraggia alcune specie ad avvicinarsi e a rendersi visibili al birdwatcher o al fotografo che, nascosti nel capanno appositamente strutturato, possono effettuare osservazioni mirate e scatti di elevato valore sia fotografico che naturalistico. Oltre alla realizzazione del capanno, abbiamo immaginato di proporre un percorso didattico strutturato per le scolaresche che possa avvicinare alla fauna selvatica gli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado. Naturalmente sussidi didattici, come cartellonistica esplicativa e strumenti interattivi, accompagneranno gli studenti lungo il percorso, in linea con gli stessi criteri etici adottati per i capanni fotografici.